In caso di nuova occupazione o di altre variazioni dei dati precedentemente dichiarati, occorre presentare apposita dichiarazione TARI al Comune in cui è situato l’immobile. Fai attenzione perché se non dichiari l'occupazione il Comune può sempre desumerla dalla presenza di arredo oppure dall’attivazione anche di uno solo dei pubblici servizi di erogazione idrica, elettrica, calore, gas, telefonica o informatica. Ricorda infine che se l’occupazione dura per meno di sei mesi durante l’anno solare, la TARI è dovuta dal solo possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione o superficie.
La dichiarazione deve essere presentata dal soggetto passivo, cioè da chi deve pagare il tributo, entro i tempi stabiliti dal regolamento comunale dall'inizio dell'occupazione, detenzione, possesso dei locali o da quando sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell'imposta. Occorre però avere particolare attenzione al Regolamento comunale che potrebbe imporre obblighi di dichiarazione anche molto ravvicinati rispetto al verificarsi degli eventi che modificano la determinazione della tariffa.
Sono comunque valide le dichiarazioni TARSU/TIA/TARES già presentate e registrate in banca dati, in quanto compatibili.
Va dichiarata solo la superficie calpestabile, cioè la superficie dell'unità immobiliare al netto dei muri interni, dei pilastri e dei muri perimetrali. Nella determinazione della superficie non si tiene conto dei locali con altezza inferiore a 1,5 metri, dei locali tecnici quali cabine elettriche, vani ascensori, locali contatori, ecc.
Nel caso di occupazione in comune di un'unità immobiliare, la dichiarazione può essere presentata anche da uno solo degli occupanti.
La dichiarazione, redatta su modello messo a disposizione dal comune, ha effetto anche per gli anni successivi, pertanto non deve essere periodicamente presentata, se non subentrano modificazioni dei dati e degli elementi dichiarati da cui consegua un diverso ammontare dell'imposta dovuta.